LE SCARPE NUOVE

 

Si aspettava con ansia il ritorno della primavera

Per uscire sull'Aja allegri e spensierati a piedi nudi

E scordare così quel maledetto inverno ormai passato

Con il suo freddo la sua neve e il male ai piedi .

 

Signora maestra Hey mi fanno male le scarpe !

Non sono le scarpe che fanno male sono i tuoi piedini

E con tanto amore si avvicinava e ci solleva i lacci ,

Lasciando sulla cattedra libri, quaderni e carte .

 

Erano scarpe vecchie passate di fratello e fratello ,

Affamate più volte ricucite e riparate da Bepi il calzolaio .

Come affamati eravamo noi fanciulli esili e innocenti

 

Ma all'improvviso poi ti prendeva l'acuto dolore dei geloni

che ti riportava tosto alla realtà di quel tempo presente

Fatto di tante umiliazioni, privazioni e di troppo dolore

Che è quelle tenere e dolci fanciulle spegneva i sogni .

 

Quando poi arrivava Natale era per noi una festa vera

Ammirati si guardava quel bimbo disteso sulla paglia

A quel Dio venuto dalle stelle per portarci nel suo Regno

Soffriva il freddo e la fame come noi il Dio di cera .

 

Non aveva doni ne regali aveva solo il Babbo e la mamma

Nella stalla però aveva un asino e una mucca per il latte

Era proprio simile a noi con la casa la stalla e le bestie

Mancava solo un bel fuoco che scalda con la sua fiamma .

 

Tornava in mente allora la fiamma del vecchio focolare

Con il grande ceppo che ardeva e spizzava scintille ,

La buccia d'arancia che emanava un suo profumo

E la luce negli occhi di un bimbo intenti a sognare,

 

E cresce l'attesa per il regalo portato dal bimbo divino

Come narrava la fiaba di nonna nelle sere d'inverno

Mentre la neve cadeva a lente farfalle a imbiancare il creato

Ma gli occhi fanciulli piano piano cedevano al sonno .

 

E mentre tra i comignoli neri di fumo cadeva lenta la neve

Nel sonno tranquillo di bimbo scorrono sogni e desideri

E sogna che quel Dio bambino venuto dalle stelle

Gli doni per questa festa di Natale le scarpe nuove.