IL SOGNO
Si ritornava dall'inferno dell'Ucraina o di Gaza o non ricordo bene da quale inferno, e neppure ricordo il motivo per cui ci eravamo andati e per conto di quale nazione bellica eravamo ingaggiati noi contractor legionari italiani. Nella mente ancora la guerra: un valzer tragico di suoni assordanti, di sibili in arrivo, di esplosioni, un crepitare di armi automatiche e le urla dei feriti… La tragica sinfonia della guerra. Ma mi era andata bene, me l'ero cavata, non come miei amici e nemici che avevo visto cadere o disintegrarsi in una esplosione in una fiammata di gloria come recitava la propaganda della morte eroica in battaglia. La voce gracchiante del pilota si espanse nell'aereo e annunciò che si stava per atterrare nell'aeroporto militare di Gioia del colle dove poi ognuno poteva dirigersi verso il luogo di origine con i mezzi messi a disposizione dallo Stato. - Ma come, mi avevano assicurato che saremmo atterrati a Verona! ?… ma poi mi assicurarono che tra tre giorni un altro aereo ci avrebbe portati a Verona, era solo questione di aspettare tre giorni, bene, tre giorni di libera uscita in Puglia! Fu in quel momento che mi balenò nella mente un ricordo, un viso dolce di donna sorridente, un'amica vera che avevo conosciuto su Facebook e che abitava proprio qui in Puglia in un paese del Salento, le avrei fatto una sorpresa sicuramente a lei gradita era l'occasione buona per conoscerla di persona, l'unica cosa bella e pulita di questa sporca avventura. Tornai velocemente all'hotel, mi lavai mi rasai e mi cambiai d'abito, vestito così in borghese sembravo un altro, proprio quello del profilo di Facebook. Il mattino seguente scesi nella reception e mi feci chiamare un taxi, diedi al conducente un foglietto dove avevo annotato l'indirizzo, subito il taxista mi fece notare che era un viaggio lungo e mi sarebbe costato molto, io gli risposi che ne valeva la pena. Arrivammo verso mezzogiorno davanti alla sua abitazione, pagai il taxi e gli lasciai il resto, per me quel denaro era sporco, guadagnato ad ammazzare un altro uomo... Mi dirigo verso il cancello d'ingresso e man mano che mi avvicino mi giungono dal giardino delle voci ilari femminili con grandi risate, mi attacco al campanello di casa, ma probabilmente nessuna lo sente perché continuano tranquillamente a chiacchierare, allora in una pausa del chiacchiericcio mi metto a chiamare ad alta voce il nome dell'amica, per un attimo si fece silenzio poi udii distintamente la voce della mia amica che diceva a un'altra donna di andare a vedere chi chiama e che probabilmente sarebbe stato il corriere di Amazon che le doveva consegnare il pacco che aveva ordinato giorni prima. Venne ad aprirmi una signora che io riconobbi per averla avuta amica su fb che però non mi riconobbe, le chiesi se era in casa la padrona, lei mi squadrò da capo a piedi con uno sguardo sospettoso e pieno di dubbio non riconoscendo in me un corriere non avendo con me nessun pacco da consegnare, ma solo un grande mazzo di rose rosse. Chiesi alla donna se mi poteva accompagnare dalla padrona di casa che le dovevo consegnare il mazzo di rose, la signora annuì e con un cenno del capo mi invitò a seguirla, mi accompagnò verso un pergolato dove stava un grande tavolo con delle bevande e dei dolci caserecci tipici della Puglia, riconobbi subito la mia amica che era seduta a capo tavola sul lato sinistro del tavolo. La mia accompagnatrice si rivolse alla mia Amica e le parlò brevemente in dialetto pugliese che io non compresi alla lettera ma ne intuii il suo significato, con un aspetto di stupore e di curiosità lei si alzò e venne verso di me, si fermò fissandomi intensamente come se cercasse nell'archivio del suo cervello un'immagine da tempo inserita, ma che non riusciva a trovare malgrado l' attenzione nello sfogliare il file. Mi avvicinai lentamente e le misi le rose tra le mani e con un filo di voce rotta dall'emozione le sussurrai all'orecchio: sono Bruno ed oggi finalmente posso portarti le rose che ti piacciono tanto, di persona. Depose il mazzo di rose su un tavolino e si sciolse in un lungo abbraccio con le sue lacrime che mi bagnavano la giacca e si fondevano alle mie in un attimo di immensa felicità e dolcezza. Tutto questo racconto l'ho vissuto in un sogno, ma i sogni son desideri.