LA SIGARETTA E LA PALLOTTOLA
Stavano abbarbicati sul costone impervio della montagna sul fronte greco – albanese gli alpini comandati dal tenente Ernesto Fauri, sotto il fuoco nutrito delle mitragliatrici e della fucileria dell' esercito greco deciso a sbarrare la strada agli invasori. Brutta guerra quella sul fronte greco, commentava il mio buon maestro, strappato al suo lavoro e dal suo paese e vomitato in quell' inferno fatto di bombe, schegge e raffiche di mitraglia, di freddo, fame e con la scomoda ed irritante compagnia dei pidocchi parassiti terribili che non davano tregua ne di giorno ne di notte. Il fuoco dei greci continuava intenso e tutti stavamo appiattiti in un piccolo avvallamento sul terreno protetto dalle rocce, narra il tenente Fauri, fischiavano le pallottole e sembrava chiamassero “ zio “ e non eri neppure parente … Ad un certo punto un soldato vicino a me stava frugando nella tasca dei pantaloni, racconta il tenente, stava cercando nelle tasche dei pantaloni le sigarette e l' accendino per farsi una fumata ed allentare la tensione di quei momenti, modo molto usato dai soldati di tutti gli eserciti. Nun riuscendo ad infilare la mano in tasca impedito dalla scomoda posizione, l' alpino si sollevò leggermente dal terreno per essere più comodo a cercare nella tasca, poi in un attimo si alzò ritto in piedi di scatto per poi ricadere a terra esanime. Una pallottola lo aveva colpito alla testa trapassandogli l' elmetto e l' ultimo anelito di vita lo aveva spinto a morire in piedi come si conveniva agli eroi.
Bruo Agosti