RADICI PROFONDE
“ LE RADICI PROFONDE NON GELANO MAI. “
Il fascio e le fascine della nonna.
Tante, forse troppe volte sono stato apostrofato con il nomignolo dispregiativo di “ fascio “ a volte con ironia, a volte con disprezzo quasi a prendere le distanze. Ricordo anche di assere stato additato al pubblico ludibrio come “ fascista “ sull' albo comunale del mio paese di nascita, Nonostante il mio forte impegNo a favore della mia comunità, nella Pro Loco, nella Polisportiva ed avessi da solo fondato la locale Sezione CAI – SAT. Avevo anche volontariamente assunto l' incarico di fiduciario di zona per il settimanale cattolico Vita Trentina radoppiando gli abbonamenti, iIncarico che lasciai dopo un pesante diverbio politico con l' allora Direttore donVittorio Cristelli “ CI. VI “. Acqua passata che ho archiviato nelle pagine ormai ingiallite della mia storia personale senza serbare rancori per nessuno ma solo un senso di pietas umana. Il tutto in relazione alle mie scelte politiche da me fatte in piena autonomia e libertà, scelta che ho fatto fin da ragazzo con l' adesione al Fronte della gioventù formazione giovanile del M. S. I. Questa libera scelta ha come mio mentore il mio Padre rettore nel convento dei frati francescani di Campolomaso padre Quirico Mattioli profondamente convinto del pensiero fascista. Non che il sentirmi battezzato fascista da gente ignorante di quella fase storica dell' Italia mi avesse tolto il sonno, al contrario è stato per me uno stimolo al confronto con altre idee politiche in tutta onestà e buona fede ammettendo onori ed orrori di quel refgime ma con uno sguardo storico di quel periodo fino ad arrivare con l'orgoglio di un vecchio mhilitante alla soddisfazione personale di vedere la mia Patria governata da una forza politica che trova le sue radici storiche profonde nel fascismo ma che ne interpreta il lato migliore in piena democrazia e libertà. A dirla tutta ero anche rimasto colpito da un racconto letto a scuola, racconto di un padre boscaiolo che guardando il figlio che spezzava un rametto con facilità dimostrò al bimbo, mettendo insieme tanti rametti fino a farne un fascio, come fosse difficile spezzarlo. Poi crescendo imparai a scuola le origini romane del fascio, delle legioni, delle conquiste e della sua civiltà esportata nel mondo. Poi da adulto ho avuto modo di ammirare i monumenti eredità del regime fascista come il monumento alla vittoria di Bolzano o la lapide rievocativa delle sanzioni contro l'Italia a Livo ecc. E qui vengo alle fascine che mia nonna usava per alimentare il fuoco nella grande stufa ad holle
dalla grande fornace che le bruciava come un grande forno di Dantesca memoria e di recente storia contemporanea … che troneggiava nella sua stube così era chiamata allora la stanza da letto che era anche assieme alla cucina i locali più riscaldati della casa.le fascine erano il frutto di un modello di vita basato su una economia famigliare forgiata sul risparmio e sul consumo delle cose prodotte con tanta fatica, dagli alimenti agli strumenti, dagli animali nella stalla ai campi di patate e di grano, agli alberi da frutto la cui cura esigeva tra l' altro la potatura dell' albero dal quale venivano tolte le parti inutili e dannose come i succhioni che cadevano a terra e non venivano macinate meccanicamente come si fa oggi ma venivano raccolte una ad una e messe assieme fino a formare una “ fascina “ e legata con le strope proprio come aveva insegnato il boscaiolo al figlio composta da centinaia di succhioni parassiti destinati a riscaldare la stube di mia nonna nei freddi inverni di tanti anni fa. Poi si dice anche di non fare mai di tutta l' erba un fascio e mi piace concludere con una riflessione dedicata a quella destra politica che oggi legittimata dal voto popolare governa la mia Patria, senza nessuna rivendicazione se non l' orgoglio di chi può affermare che senza l' impegno di quei “ vecchi camerati “ del glorioso M. S. I. che ha saputo dopo tante metamorfosi tenere nella legalità un popolo di sconfitti dalla guerra e relegato ai margini della storia e della politica, non sarebbe potuta oggi essere legittimata ad amministrare molte regioni e l' Italia intera.
Bruno Agosti