IL RINCULO DEL CANNONE

Era un giorno di intenso combattimento tra le truppe dell'asse e le truppe inglesi loro alleati venuti dalle loro colonie. Un intenso fuoco di artiglieria e di armi automatiche sconquassava il Toro deserto libico. I cannoni vomitavano tonnellate di bombe che fischiavano in alto del cielo per andare a esplodere sulle linee nemiche. Le armi automatiche sgranavano il loro rosario di proiettili che ti chiamavano zio e non eri neppure parente. Mio padre assieme ad un suo commilitone piemontese addetti al cannone contro carro da 75 13 stavano sparando contro le colonne corazzate nemiche.

Alla punteria del pezzo stava il soldato piemontese mentre mio padre era addetto al fuoco e alla ricarica del cannone. Ad ogni colpo sparato il puntatore doveva spostare la testa di lato per evitare il rinculo della canna del cannone, norma questa divenuta ormai automatica tra tutti gli artiglieri. Ad un tratto notarono un tank inglese che si avvicinava troppo alle linee italiane e decisero così di far fuoco contro

questo potenziale pericolo incombente. Impostarono il cannone al suo zero e il piemontese si mise in punteria cercando di inquadrare il carro nemico. Adesso in impunteria il soldato piemontese comunicò a mio padre di non riuscire ad inquadrare bene il bersaglio, ma di stare pronto che era questione di attimi. Fuoco gridò il Puntatore spostando la testa di lato fuori dal riparo del cannone. Il colpo partì sibilando ed esplose fra i cingoli del carro armato che ruotò su se stesso e si fermò, mentre il puntatore si afflosciava a terra al lato del pezzo. Una pallottola vagante l'aveva colpito in piena fronte ed era morto sul colpo. Quando si dice al destino non si scappa ed è giunta la tua ora.